Con deliberazione di G.C. n. 141/2001 la Giunta Comunale ha affidato all’Università degli studi Roma Tre uno studio relativo alla situazione di dissesto statico e strutturale dell’ambito urbano di viale Giustiniano Imperatore, all’esito del quale è emersa la presenza, tra l’altro, di gravi dissesti statici e la compromissione strutturale del fabbricato di via Severo 105 a e b.
Con Ordinanza Sindacale n. 347/2001 è stato disposto lo sgombero del suddetto fabbricato e il trasferimento dei residenti in alloggi di proprietà comunale a S. Palomba.
La Giunta Comunale, su mozione n. 43 del 17 dicembre 2002 del Consiglio Comunale, ha inserito nel Bilancio Comunale 2003 la somma di € 600.000 per avviare le procedure per la demolizione degli stabili pericolanti.
Con memoria approvata nella seduta del 25 marzo 2003, la Giunta Comunale ha dato mandato all’Assessore alle politiche per la programmazione e pianificazione urbanistica di costituire e coordinare una cabina di regia con il compito di accelerare il processo decisionale relativo al programma.
Una specifica Unità di livello dirigenziale, denominata “U.O. 11 Interventi di qualità” con il compito, fra l’altro, di dirigere e coordinare il programma di “Riqualificazione dell’ambito di Giustiniano Imperatore ha avviato l’elaborazione, con il supporto della Società a capitale pubblico locale “Risorse per Roma spa” di un programma di lavoro condiviso dalla cabina di regia suindicata, per la soluzione dell’emergenza abitativa e del più generale programma di qualificazione e sostituzione edilizia.
In data 19.12.03 è stato sottoscritto l’accordo n. 1108/Dir/TRAS, con cui il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Dip. per lo sviluppo del territorio ha deciso di cofinanziare lo studio avviato dall’Amministrazione Comunale. a seguito di una Nota (n. 4264 del 03.12.03) con cui l’Assessore alle politiche per la programmazione e pianificazione urbanistica ha proposto al Ministero) di cofinanziare uno studio a supporto della formazione del programma di riqualificazione “progetto urbano Giustiniano Imperatore”.
Con la memoria di G.C. approvata il 18 febbraio 2004, avente ad oggetto “Giustiniano Imperatore: quadro programmatico di riferimento per il programma di soluzione per l’emergenza abitativa in atto e il programma di riqualificazione generale dell’ambito”, l’Amministrazione ha approvato le strategie di intervento ed i criteri informatori del programma, finalizzati ad assicurare procedure accelerate per risolvere l’emergenza abitativa, in coerenza con gli obiettivi generali di riqualificazione urbana del quartiere, attraverso l’individuazione delle invarianti e del sistema di benefici attesi e generati dall’interesse pubblico.
Con deliberazione di G.C. n. 77 del 18/02/04, per il carattere fortemente innovativo e sperimentale del programma, è stata approvata la procedura di evidenza pubblica denominata “Segni di Qualità: Giustiniano Imperatore, finalizzata ad ottenere dai partecipanti selezionati l'elaborazione di una proposta (Master Plan), sulla base di un apposito documento programmatico.
Con deliberazione n. 269 del maggio 2004, in attuazione della risoluzione del Municipio XI e dell’OdG del Consiglio Comunale, la Giunta comunale ha disposto di:
- predisporre un programma di interventi in un quadro generale di sostenibilità e compatibilità urbanistica in coerenza con le finalità di interesse pubblico con l’obbiettivo di incrementare al qualità della vita per gli abitanti.
- riferire il perimetro dell’ambito di intervento del programma di riqualificazione a quanto stabilito dal Progetto Urbano Ostiense Marconi in coerenza con gli indirizzi del NPRG
- considerare le aree pubbliche di proprietà comunale ricadenti nel perimetro del programma di riqualificazione disponibili per determinare le migliori condizioni di attuazione degli interventi di sostituzione e riqualificazione urbana.
- utilizzare i servizi offerti dalla Soc. Risorse per Roma R.p.R. spa, già incaricata di svolgere attività in tale programma, e quindi soggetto idoneo a procedere, in tempi brevi, alla verifica della fattibilità ed alla predisposizione di una proposta operativa di intervento nel quartiere, quale primo modulo attuativo del più ampio progetto di riqualificazione;
Il Consiglio Comunale ha approvato il 21 dicembre 2004 la deliberazione n. 309/04 (adottata dalla Giunta Comunale il 24 novembre) avente ad oggetto “Indirizzi al Sindaco ai sensi dell’art. 24 dello Statuto Comunale per la sottoscrizione dell’Accordo di programma ex art. 34 D.Lgs. n. 267/00 relativo al programma di riqualificazione urbana dell’ambito Giustiniano Imperatore. Approvazione dello schema di assetto. Programma d’intervento per l’attuazione del comparto A di sostituzione edilizia in variante di P.R.G.”
Con Decreto del 14 gennaio 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza nell'area di viale Giustiniano Imperatore, “in conseguenza di un gravissimo dissesto urbano e strutturale”.
Con Ordinanza n. 3446 del 1 luglio 2005, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha nominato l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Roma Commissario delegato per il superamento dello stato di emergenza, con particolare delega a provvedere al compimento delle iniziative volte alla ricostruione degli immobili demoliti e all’erogazione dei contributi per la ripresa delle normali condizioni di vita dei cittadini coinvolti dagli eventi di dissesto.
Con Determinazione Dirigenziale n. 91 del 5 agosto 2005, preso atto del parere favorevole espresso dalla conferenza dei servizi, è stato approvato il progetto preliminare per l’attuazione del comparto A di sostituzione edilizia.
Sulla base del progetto preliminare, è contestualmente stato approvato un bando di gara con procedura di appalto concorso, ai sensi dell’art. 20, comma 4 e art. 21, comma 2, della legge n. 109/94 e s.m.i, per la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere da effettuare nell’area compresa tra Via Costantino, Viale Giustiniano Imperatore, Via Alessandro Severo e Via della Villa di Lucina.
Con Determinazione Dirigenziale n. 120 del 31 ottobre 2005, preso atto dei lavori della Commissione di Valutazione a seguito dell’esito della verifica della documentazione prodotta, 11 imprese sono stateprequalificate e invitate a partecipare alla gara. Scadenza presentazione delle offerte: ore 12 del 28 febbraio 2006.
Con Determinazione Dirigenziale n. 129 del 9 novembre 2005 è stato nominato, ai sensi dell’art 4 legge 241/90 e s.m. e i. e dell’art 7 della legge 109/94 come modificato dall’art. 10 del d.lgs. 163/2006, Responsabile del Procedimento per l’esecuzioni delle opere e degli interventi da effettuare nel comparto A di sostituzione edilizia, l’Ing. Enrico Eliseo, Dirigente della V Unità Organizzativa del Dipartimento XII – Lavori Pubblici e manutenzione Urbana del Comune di Roma;
In data 21 novembre 2005 la Regione Lazio ha sottoscritto l’Accordo di Programma ex art. 34 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267 per l’approvazione del programma di interventi relativo al comparto A di sostituzione edilizia in variante PRG del Comune di Roma.
Il Consiglio Comunale ha approvato il 13 dicembre 2005 la deliberazione n. 320 (adottata dalla Giunta Comunale il 30 novembre 2005) avente ad oggetto la ratifica dell’adesione del Sindaco all’Accordo di programma ex art. 34 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267.
Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 febbraio 2006 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio 2006 n. 52, è stato prorogato al 31 dicembre 2006 lo stato di emergenza nell’area;
Con Ordinanza Sindacale n. 8 del 12 gennaio 2006 è stato approvato il succitato Accordo di Programma, pubblicato sul B.U.R. Lazio n. 5 del 20 febbraio 2006;
Con Determinazione Dirigenziale n. 567 del 27 giugno 2006 si è proceduto all’aggiudicazione definitiva della gara d’appalto all’ATI prima classificata: S.A.C. SOCIETÀ APPALTI COSTRUZIONI S.p.a. (CG), ITALIANA COSTRUZIONI S.p.a., DI.COS S:p.a., DAE COSTRUZIONI S.p.a., STILE COSTRUZIONI EDILI DI REBECCHINI ING. LUIGI & C.S.p.a. e EDILIZIA IMMOBILIARE RIO S.r.l, in seguito associata nella Società Consortile Giustiniano Imperatore a r.l.;
In data 28 luglio 2006 si è formalmente conclusa la Conferenza di Servizi tra il Comune, le competenti Sovrintendenze, l’Azienda Unità Sanitaria Locale competente territorialmente e i Vigili del Fuoco per l’approvazione del progetto esecutivo e generale delle opere e degli interventi da effettuare, ai sensi dell’art 2, comma 2 dell’ Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3446 dell’1.07.2005;
Con Determinazione Dirigenziale n. 664 del 25 luglio 2006 si è provveduto alla nomina del Responsabile dei lavori e all’istituzione dell’Ufficio Direzione Lavori relativo all’appalto di opera pubblica, per la realizzazione delle opere e degli interventi da effettuare;
Con Determinazione Dirigenziale n. 831 del 4 ottobre 2006 si è provveduto alla nomina della Commissione di Collaudo, ai sensi dell’art 28 della legge 190/94 così come modificato dall’art 141 del D.Lgs. 163/2006;
In data 15 novembre 2006 si è proceduto alla Validazione del progetto esecutivo strutturale;
Con Decreto del Commissario Delegato n. 3/2006 è stato approvato il progetto esecutivo strutturale, ai sensi dell’art. 4, comma 1, dell’OPCM n. 3446 del 1.07.2005, di cui alla Determinazione Dirigenziale n. 967 del 16novembre 2006 di presa d’atto della suddetta Validazione;
In data 20 novembre 2006 il RUP e la Direzione Lavori hanno provveduto alla consegna in via di urgenza alla Società Consortile Giustiniano Imperatore a r.l. dei lavori relativi agli scavi e fondazioni;
In data 5 dicembre 2006 si è proceduto alla Validazione del progetto esecutivo architettonico ed impiantistico;
Con Determinazione Dirigenziale n. 1056 del 6 dicembre 2006 si è preso atto della suddetta Validazione e delle prescrizioni e raccomandazioni contenute nel verbale di Validazione allegato alla stessa;
In data 13 dicembre 2006 la Giunta Comunale, con deliberazione n. 677, ha approvato il progetto esecutivo relativo alle opere e agli interventi da effettuare nel comparto A.
Con Atto a rogito dr Vincenzo Gagliani Caputo, Segretario Generale del Comunale di Roma, il 15 dicembre 2006 è stato stipulato il contratto fra il Comune di Roma e la Società Consortile Giustiniano Imperatore a r.l.DOCUMENTI
“Aspetti civilistici e pubblicistici dei temi negoziali del programma ”
Commento a cura Dr. Giuseppe Loddo – segretariato generale del Comune di Roma
Qualificazione dell’impegno diretto del patrimonio immobiliare dell’A.C.
Tutte le scelte dell’Amministrazione sono state orientate e vincolata dal prefissato obiettivo del costo “zero”. Pertanto il meccanismo ideato e posto in essere è di natura permutativa e senza conguaglio. A fronte dell’utilizzazione di aree del patrimonio immobiliare comunale (quale sedime di realizzazione dei nuovi fabbricati) il Comune stesso riceve in piena proprietà l’area di sedime ove esistevano i fabbricati oggetto di demolizione. Entrambe le superfici interessate sono localizzate nel medesimo ambito urbanistico e dotate di vocazione edificatoria, quindi sostanzialmente omogenee tra loro.
Limiti all’impegno patrimoniale dell’A.C
Un severo ma comprensibile limite è stato posto dal Consiglio Comunale il quale non ha consentito che il patrimonio comunale potesse essere impegnato quale bene posto in garanzia per ricorrere al credito. Quindi il Comune di Roma ha autonomamente finanziato l’operazione con proprie risorse di bilancio non iscrivendo in alcun modo ipoteca sui beni interessati e, maggior ragione non consentendo ad alcuno di iscrivere ipoteca sui beni stessi – prima della loro venuta ad esistenza - per finanziare la realizzazione dell’opera ovvero il trasferimento dei beni stessi.
Analisi oggettiva delle situazioni giuridicamente rilevanti e conseguente individuazione dei soggetti a vario titolo coinvolti.
I primi soggetti interessati e quindi individuati sono naturalmente stati i titolari di diritti soggettivi (proprietari/ usufruttuari ecc.) relativamente ai beni oggetto di demolizione. Si è poi rilevato che sui beni stessi già esistevano diritti reali di garanzia (ipoteche ecc.) iscritti a garanzia di finanziamenti erogati da diversi e numerosi Istituti bancari. La realizzazione dell’opera doveva poi necessariamente essere commessa ad un soggetto terzo il quale avrebbe assunto la qualifica di appaltatore. Il Comune di Roma stesso ha scelto di assumere in prima persona e direttamente esso stesso la veste qualifica di soggetto attuatore e quindi garante dell’intera operazione.
Nulla avrebbe vietato che l’Amministrazione avesse optato per un posizionamento più defilato, ad esempio offrendo solamente in permuta una propria area edificabile e lasciando ai privati tutti gli oneri realizzativi (e le conseguenti alee sia in tema di costi e soprattutto in tema di raggiungimento dell’obiettivo di ricostruzione) connessi ad una commessa meramente privata.
In realtà all’interno delle quattro soggettività sopra delineate si sono poi individuate ulteriori specificazioni come quella dei “proprietari” aderenti o meno all’operazione; quella degli istituti bancari interessati o meno agli strumenti negoziali sostitutivi ideati.
Ideazione della pluralità di rapporti giuridici con i soggetti a vario titolo coinvolti
La prima ideazione dell’architettura del sistema dei rapporti contrattuali, finalizzata a regolamentare la pluralità di negozi giuridici intercorrenti, prevedeva una convenzione quadrilaterale ove nello stesso atto intervenivano le quattro parti sostanziali del rapporto. L’originaria ideazione di tale “convenzione” prevedeva un capo I destinato a regolare il contratto d’appalto tra il Comune di Roma e l’appaltatore, da individuarsi per mezzo di un pubblico esperimento di gara ai sensi della Legge 109/94 e normative connesse, finalizzato alla realizzazione dei nuovi edifici a destinazione residenziale e non, destinati alla sostituzione dei beni demoliti (oltre ad opere complementari e di riqualificazione dell’intero tessuto urbanistico interessato); un Capo II destinato a regolare i rapporti permutativi tra Comune di Roma e cittadini già titolari di diritti sui beni oggetto di demolizione; un Capo III destinato a regolare i rapporti tra cittadini e le banche già titolari di crediti nei confronti dei medesimi e quindi titolari di preesistenti diritti di garanzia. Era poi stato ideato un capo IV destinato a contenere le c.d norme comuni finalizzare ad una applicazione generalizzata a tutti gli aspetti convenzionali.
Si è invece poi optato per separare in due atti negoziali il complesso dei rapporti sopra delinati. Abbiamo quindi:
1) un contratto d’appalto finalizzato alla realizzazione delle opere e degli interventi, da sottoscriversi tra il Comune di Roma e l’appaltatore individuato all’esito di una procedura pubblicistica;
2) una convenzione tra Comune di Roma, privati proprietari e Istituti Bancari.
In particolare : Elementi caratterizzanti dell’appalto
L’evidenza permeante ogni fase era ed è rappresentata dalla necessità di attuare un programma di sostituzione edilizia che risponda a criteri di riqualificazione urbana con caratteristiche innovative, anche alla luce degli indirizzi fissati dal nuovo Piano Regolatore.
Pertanto è stato predisposto e pubblicato un bando pubblico per la procedura di gara, da esperirsi con il metodo dell’appalto-concorso, anche ai sensi della L. 109/94 e s.m.i. e del D.P.R. 554/99.
Peculiarità altamente innovativa del bando in questione - e quindi quale lex specialis del rapporto tra stazione appaltante e appaltatore - è l’assoluta preminenza alla “qualità” che si vuole ineludibilmente imprimere all’intervento nel suo complesso (ciò ha fatto si che in sede valutativa la qualità progettuale abbia rappresentato un criterio assolutamente decisivo).
Altro elemento separato ma comunque connesso all’ambito qualitativo è l’aver previsto di attribuire all’appaltatore degli interventi previsti nel relativo programma, a titolo di parziale corrispettivo per l’esecuzione delle opere commesse con l’appalto, una certa quantificazioni di superfici aggiuntive rispetto a quelle della sostituzione edilizia; tali superfici sono funzionali al raggiungimento dell’equilibrio economico nella realizzazione dei nuovi edifici, delle infrastrutture e dei servizi pubblici previsti a carico del Programma di Interventi e ne consentono la realizzazione a costi sostenibili per la collettività e per i proprietari degli immobili in sostituzione; pertanto l’appalto stesso sarà finanziato in parte con denaro dell’A.C. (in realtà trattasi solo di un’anticipazione di risorse in quanto le stesse saranno ripetute dai cittadini permutanti all’atto della consegna dei beni in sostituzione) ed in parte mediante l’attribuzione diretta, all’appaltatore stesso mediante trasferimento immediato, anche se con effetti reali differiti al momento in cui gli stessi saranno venuti ad esistenza (con conseguente differimento del trasferimento della proprietà) di porzione dell’intero corpo di fabbrica oggetto dell’appalto e realizzato dall’appaltatore medesimo. Ne consegue che, dovendo in seguito l’appaltatore/ cessionario porre sul mercato le porzioni immobiliari ricevute a titolo di parziale corrispettivo, lo stesso è fortemente “sensibilizzato” a porre in essere beni qualitativamente elevati e tali da essere appetibili in sede di contrattazione immobiliare puramente privatistica.
… e della convenzione e dei soggetti della stessa
La Convenzione, da sottoscriversi con l’intervento di una pluralità di parti sostanziali, sarà sostanzialmente finalizzata a:
1) mantenere e regolarizzare idonee garanzie ipotecarie a favore degli Istituti di Credito
2) disciplinare le permute di diritti immobiliari presenti con beni futuri tra l’Amministrazione Comunale e i proprietari riuniti in Consorzio, mediante trasferimento immediato, anche se con effetti reali differiti al momento in cui gli stessi saranno venuti ad esistenza (con conseguente differimento del trasferimento della proprietà) di porzione dell’intero corpo di fabbrica oggetto dell’appalto oltre gli spazi, parti, impianti, servizi, pertinenze, accessioni, annessi e simili.
Criticità non lieve è stato il necessario coinvolgimento e relativa adesione consensuale dei cittadini interessati.
Si è ritenuto opportuno, ovvero quasi doveroso, ricorrere alla figura del Consorzio/mandato al fine di creare una struttura interlocutrice unica rispetto agli Uffici dell’Amministrazione e munita sia di funzioni di coordinamento ma anche di poteri di rappresentanza negoziale. A tale struttura ha aderito la quasi totalità dei proprietari, oltre ai titolari di altri diritti reali, degli edifici di via della Villa di Lucina 26 A e B e di via A. Severo 105 A e 105 B, gli stessi si sono costituiti in un Consorzio denominato “SEVIL 2005” e gli stessi – rappresentanti in base all’imponibile catastale, oltre il 94% (novantaquattro per cento) per cento del valore dell’intero comparto di cui all’art. 48 della Legge Regione Lazio n. 38/99 e s.m.i. e della L.R. n. 35/78 – e successivamente hanno anche singolarmente sottoscritto uno specifico atto d’obbligo di adesione ai termini complessivi del programma di interventi in questione, contemplante l’obbligazione a corrispondere all’A.C. una somma calcolata su un parametro economico prefissato a monte dall’Amministrazione stessa e pari a 950 euro/mq. L’intero ricavato di tali corresponsioni costituirà la ripetizione delle somme anticipate dal Comune a titolo di corrispettivo in denaro per la realizzazione dei beni mediante appalto. Il Consorzio stesso ha deliberato l’individuazione del fruitore finale (impropriamente assegnatario) di ciascuna porzione immobiliare in sostituzione in corso di realizzazione svolgendo quindi quella funzione di coordinamento che è connaturale ed ispiratrice della costituzione del consorzio stesso e, elemento di non lieve entità, evitando all’A.C. il coinvolgimento diretto nelle inevitabili frizioni che tale fase produce.
Riguardo gli Istituti Bancari interessati si è ritenuto doveroso il loro coinvolgimento in primis in adesione all’oramai consolidato, pacifico ed inderogabile principio di buon andamento e legittimità amministrativa che obbliga ad informare e, per quanto possibile e partecipare in un procedimento amministrativo tutti i soggetti titolari di posizione giuridiche soggettive coinvolte dal procedimento medesimo. In particolare,rispetto agli Istituti Bancari, la finalità perseguita è il disciplinare il mantenimento e la conservazione di idonee garanzie di natura reale in favore degli istituti medesimi già titolari di diritti ipotecari su alcune delle unità immobiliari demolite e quindi oggetto di sostituzione edilizia poiché, a causa del perimento degli immobili si è determinata, ai sensi dell’art. 2878 del codice civile, l’estinzione ex lege di ciascuna delle garanzie reali gravanti sui medesimi e la opportunità di costituire analoghi diritti reali di garanzia sulle corrispondenti unità immobiliari edificande nell’ambito del Programma di Interventi in questione.
Tali garanzie ipotecarie erano state iscritte a fronte di mutui fondiari erogati in favore dei proprietari delle unità immobiliari medesime.
Per effetto di tale sostituzione di garanzia ciascuna Banche rinunciano a richiedere una nuova garanzia ovvero a richiedere l’immediato pagamento dell’intero credito residuo.
I soggetti non aderenti alla convenzione
I soggetti che non aderiscano ai termini dell’operazione mediante convenziona-mento, sostanzialmente vedranno espro-priata la propria titolarità di diritti reali. Ciò consentirà al Comune di Roma di essere intero pieno proprietario per 1000/1000 dei diritti immobiliari relativi alle aree interessate alla demolizione e quindi raggiungere il sostanziale equilibrio economico-finanziario dell’operazione nel suo complesso e veder rispettato il limite del “costo-zero” prefissato per l’opera-zione. L’espropriazione è sottesa alla natura pubblicistica dell’operazione complessiva; difatti nei provvedimenti consiliari autorizzativi dell’Intervento, le aree stesse sono state boggetto di dichiarazione di pubblica utilità di beni sottoposti ad espropriazione per pubblica utilità ai sensi del D.P.R 327/2001 (Testo Unico delle Espropriazioni per Pubblica Utilità).
Pretese di terzi rispetto alla realizzazione delle opere
E’ da evidenziare la necessità di prevenire potenziali pretese di terzi (gli edifici limitrofi all’intervento) che potrebbero vantare diritti risarcitori in ragione di danni eventualmente causati dalla realizzazione delle opere in questione. Già gli Uffici hanno ricevuto note di vario genere che, anche anticipatamente all’inizio dei lavori stessi, sostanzialmente precostituiscono e lamentano posizioni di potenziali danneggiati. Per evitare o comunque scoraggiare tali intenti che, solo metaforicamente, si possono definire sostanzialmente “speculativi”, in ragione del ruolo diretto svolto dall’Amministrazione nella gestione del programma complessivo di riqualificazione, (ferma comunque restando le responsabilità dirette dell’Impresa realizzatrice), è stato affidato ad un tecnico specializzato l’incarico di redigere “testimoniali di stato” cioè delle apposite documentazioni che, in via definitiva e in presenza di tutte le parti interessate, debitamente datate e sottoscritte dalle medesime attestino e verbalizzino ufficialmente, anche per mezzo di documentazione fotografica, lo stato attuale - anteriormente all’inizio dei lavori - dei luoghi e dei beni potenzialmente interessati dagli effetti delle lavorazioni che stanno per iniziare. Sarà così possibile evitare pretese risarcitorie basate su un presunto rapporto di causa-effetto tra lavori e danni evidenziati/pretesi a seguito delle lavorazioni stesse.
Inoltre è in corso di perfezionamento una convenzione tra il Comune di Roma e Istituzioni Pubbliche quali l’Università degli Studi di Roma Tre – Facoltà di Scienze Geologiche e il Servizio Geologico Nazionale (APAT) per svolgere un monitoraggio continuo (con letture teletrasmesse in tempo reale) sugli edifici circostanti e il suolo al fine di seguire costantemente l’andamento dei lavori ed acquisire tutte le informazioni necessarie per porre in essere tutte le eventuali azioni correttive a riguardo.

