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Nel giugno scorso Roma Capitale ha indetto un  concorso per 808 assunzioni  a tempo pieno e indeterminato, articolato in tre distinte selezioni, ognuna destinata a una specifica Area: operatori, istruttori e funzionari. Ognuno dei tre bandi di concorso prevede selezioni per vari profili, amministrativi e tecnici.

Le prove scritta e orale si sono tenute da fine giugno a inizio dicembre. Migliaia i candidati. Dei 31mila che si sono presentati alla prova preselettiva, soltanto 9700 sono stati ammessi allo scritto che, complessivamente, è stato superato da 6470 aspiranti dipendenti capitolini. Dei 5123 che si sono presentati davanti alle commissioni per il colloquio orale ne sono usciti oltre 4500 idonei.

Dopo la pubblicazione delle graduatorie, avvenuta a metà febbraio, alcuni nostri colleghi ci raccontano la loro esperienza.

“Quando ho letto il mio nome in graduatoria ho provato grande soddisfazione: in quel momento ho visto concretizzarsi tutti i sacrifici fatti durante il periodo di studio. Ci speravo, perché il punteggio complessivo era alto, ma vedere il mio nome nero su bianco è stata comunque un’emozione intensa.” Sorride Piera, della segreteria del DipPU, mentre Francesco, in forze nello staff dell’Assessorato racconta: “È stata un’emozione fortissima, un misto di sollievo e orgoglio. Anche se speravo che l'impegno venisse ripagato, vedere il proprio nome tra i vincitori trasforma la speranza in una certezza che cambia prospettiva. È il coronamento di un percorso faticoso ma necessario per dare certezze al mio percorso personale e lavorativo.”
mentre Barbara, di recente approdata nella segreteria dell’Assessore:
“Quando ho letto il mio nome in graduatoria è stata una grande soddisfazione dopo mesi di studio e sacrificio. Mi aspettavo di non rientrare tra i vincitori in quanto avevo capito che i punteggi fossero alti ma allo stesso tempo mi aspettavo di essere in una buona posizione.”
Infine Andrea, anche lui nello staff dell’Assessorato, fiducioso sin dall’inizio:
“Dopo i risultati della prova scritta e orale mi aspettavo di rientrare nella graduatoria anche se non ero sicuro della posizione”

Un po’ in affanno con la prova orale Piera: “La preparazione è stata impegnativa per tutte e tre le prove – preselettiva, scritta e orale. Tuttavia, l’orale si è rivelato particolarmente sfidante: le materie da approfondire erano numerose e richiedevano uno studio accurato e molto dettagliato.” Così come  Barbara: “La parte più difficile del concorso è stata la prova orale in quanto le materie erano tante e studiarle tutte in modo approfondito avrebbe richiesto molto più tempo.” E Andrea “…con il sorteggio delle domande gli argomenti potevano essere molto diversi”.
Mentre Francesco si è trovato più in difficoltà con lo scritto: “Lo scritto è stato senz'altro lo scoglio maggiore: è un tipo di prova che ti mette in difficoltà perché ti pone da solo di fronte a domande secche, spesso di puro nozionismo, dove non c'è spazio per le sfumature. L'orale, pur richiedendo la gestione di uno studio approfondito su un programma vasto, è stato invece un momento di confronto più ampio, dove ho potuto utilizzare non solo la mia preparazione tecnica, ma anche l'esperienza già maturata nel mio lavoro e quelle che oggi sono chiamate le skill orizzontali per collegare tra loro le diverse materie.”

Per almeno tre di loro, comunque, conciliare studio e lavoro non è stata una passeggiata:

“Per diverse settimane mi sono dedicata con costanza alla preparazione, confrontandomi con un paio di colleghi con cui ho formato un piccolo gruppo di studio. Il confronto è stato fondamentale per chiarire dubbi e mantenere alta la motivazione. Negli ultimi quindici giorni prima dell’orale ho scelto di dedicare allo studio il 100% del mio tempo, concentrandomi esclusivamente sulla preparazione.” racconta Piera.  “Il segreto è stato trasformare il lavoro quotidiano in una palestra: ricercavo costantemente gli argomenti di studio, come i singoli articoli del codice dei contratti o del procedimento amministrativo, alle pratiche che avevo sulla scrivania, o anche osservando il lavoro dei nostri bravissimi dirigenti e funzionari. Studiare la sera e la notte è stato però pesante, anche perché ho un bambino piccolo a cui non volevo togliere nulla.” aggiunge Francesco.  “Conciliare studio e lavoro non è per niente semplice ma se si hanno forza di volontà, passione e desiderio si può affrontare tutto.” conclude Barbara.
Più rilassato Andrea: “A dire la verità ho fatto il concorso pensando che se quello che sapevo era sufficiente bene altrimenti avrei fatto altro. Comunque alcune materie d'esame è stato necessario rivederle almeno per riorganizzare gli argomenti”

 

“L'atmosfera era di tensione ed agitazione, ovviamente non per tutti, come è ovvio e giusto che sia quando si è dedicato tempo a qualcosa a cui si tiene molto.” secondo Barbara, mentre Francesco ha percepito “una sana competizione ma anche molta solidarietà, abbiamo condiviso tra noi gli argomenti e le modalità di svolgimento delle varie giornate per avere una idea di come si svolgesse l’esame. Verso la Commissione c'è stato grande rispetto; l'atmosfera era di estrema serietà, il che ha dato ancora più valore al risultato finale e alla trasparenza dell'intera procedura.”
sensazione condivisa da Piera: “Tra i candidati ho percepito un clima sereno e collaborativo. Nei confronti degli esaminatori, invece, era evidente una certa tensione, comprensibile vista l’importanza della prova.”

Quanto alle aspettative a medio termine:

“Aver vinto questo concorso significa poter dare continuità al mio impegno in Roma Capitale, l'ente più vicino ai bisogni del cittadino. Nel medio termine mi vedo ancora qui, con una stabilità che mi permette di progettare a lungo termine e di contribuire con ancora più entusiasmo alla crescita della macchina amministrativa capitolina.” dice Francesco.

Piera: “La prossima firma del contratto come funzionaria amministrativa mi porta a mantenere la concentrazione sul presente e su questo nuovo inizio, che rappresenta per me un traguardo importante. Nel medio periodo mi immagino nella sede attuale, dove ho ancora molto da imparare. È un ufficio ricco di stimoli, nel quale sono certa di poter crescere professionalmente, continuando ad apprendere e offrendo al tempo stesso il mio contributo”.

Anche Barbara ha una prospettiva di continuità: “Per il momento sto vivendo una bellissima esperienza nella Segreteria dell'Assessorato all'Urbanistica, quindi spero e prevedo di essere chiamata a firmare il nuovo contratto tra circa un anno/un anno e mezzo, quando, finita l'esperienza politica, vorrò piacevolmente tornare a lavorare negli Uffici Amministrativi come Funzionario e proseguire la mia carriera amministrativa.”

Andrea: “Spero di riuscire a mettere a disposizione di Roma Capitale la mia esperienza di lavoro anche se Roma Capitale ha una organizzazione molto ampia e complessa e non sempre la collocazione della struttura e le esigenze dell'amministrazione corrispondono alle proprie capacità e al proprio curriculum”.


A tutti e quattro le nostre congratulazioni e calorosissimi auguri