Assessorato all'Urbanistica
Presentazione
L’Assessorato all’Urbanistica si occupa di pianificazione del territorio. Ha avviato in questi anni numerosi progetti di trasformazione urbana e programmi di riqualificazione delle periferie e della città storica, dove, in particolare, ha sviluppato il piano delle pedonalizzazioni e il recupero delle piazze e ha promosso gli interventi sugli edifici e i monumenti.
Al centro dell’azione dell’Assessorato troviamo il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG), approvato dal Consiglio Comunale nel febbraio 2008. Un Piano che frena l’espansione a macchia d’olio della città e il consumo di suolo, per avviare politiche urbanistiche di riqualificazione, recupero, manutenzione urbana. Il nuovo PRG vincola e rende inedificabili 2/3 del proprio territorio, per 88.000 ettari, all’interno dei quali trovano posto 19 grandi parchi. Estende a 7.000 ettari la città storica da tutelare (dai 1.000 del vecchio centro storico). Promuove 18 nuove centralità urbane (tutte in periferia, tutte dotate di servizi e funzioni pregiate) che rendono finalmente Roma una città policentrica. Dà impulso alla “cura del ferro”, ossia allo sviluppo di una rete metroferroviaria molto ampia.
Si tratta di un Piano della qualità, della sostenibilità e della trasformazione urbana, che viaggia sulle gambe di alcuni progetti urbani ben avviati (come quello di Ostiense-Marconi), di un piano di rigenerazione della città storica di altissimo profilo (pedonalizzazioni, recupero degli edifici e delle piazze, nuova architettura), di un poderoso ridislocamento di funzioni lontano dal centro storico e di un piano di rilancio della periferia senza pari (2 miliardi di euro di investimenti per i soli articoli 2 e 11) e del forte rilancio della grande architettura a Roma (Auditorium, Città dei Giovani, Cttà delle Arti, Ara Pacis, Centro Congressi, nuova Fiera di Roma, Stazione Tiburtina, MACRO, MAXXI, solo per indicare alcune opere di altissimo profilo).
L’urbanistica è stata il motore delle profonde trasformazioni avviate a Roma in questi anni. La modernizzazione è stata condotta senza negare, anzi rafforzando, la preziosa identità storica, culturale, urbana della nostra città. Non abbiamo inteso trasformare Roma nella ennesima megalopoli senza profilo, simile alle altre che si trovano nel mondo. Abbiamo cercato una modernità che si adattasse alla specificità dell’Urbe, ritenendo che il compito principale di Roma fosse quello di città internazionale, della pace, delle relazioni, dell’incontro e del dialogo politico-culturale. Una città dove la qualità, le esigenze dei suoi abitanti e dei tantissimi visitatori non scomparissero dinanzi alle domande che le condizioni storiche comunque impongono a chi guida le amministrazioni locali. Si trattava di dare un impulso nuovo senza perdere ciò che ci è più caro di Roma: la sua solidarietà, la sua umanità, la sua leggerezza, che le hanno consentito di attraversare secoli di conflitti e di tragedie mantenendo intatti il proprio profilo e la propria identità.
