Pericolosità e rischio idraulico

L’intero territorio nazionale è ripartito in distretti idrografici (art. 64 del D.Lgs 152/06),  suddivisi a loro volta in bacini idrografici.

Il territorio di Roma Capitale rientra quasi interamente nel bacino idrografico Tevere e, per una minima parte, nel bacino idrografico del Lazio, già bacino regionale.

 

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In ciascun distretto idrografico è istituita l“Autorità di bacino”, ente pubblico che opera per la tutela ed il risanamento idrogeologico del suolo e del sottosuolo e che, a tal fine, redige il Piano di bacino (art. 65 del DLgs 152/06).
I Piani di bacino possono essere redatti ed approvati anche per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali.

Nelle more dell'approvazione dei piani di bacino, le Autorità di bacino adottano piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico (PAI), che contengono in particolare l'individuazione delle aree a rischio idrogeologico, la perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia e la determinazione delle misure medesime (art. 67).

Ai sensi dell’art. 64, comma 4 del D. Lgs 152/06: “Le disposizioni del Piano di bacino approvato hanno carattere immediatamente vincolante per le amministrazioni ed enti pubblici, nonché per i soggetti privati, ove trattasi di prescrizioni dichiarate di tale efficacia dallo stesso Piano di bacino. In particolare, i piani e programmi di sviluppo socio-economico e di assetto ed uso del territorio devono essere coordinati, o comunque non in contrasto, con il Piano di bacino approvato”.

 
Approfondimenti

- Autorità di Bacino del Tevere - Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) 
- Autorità di Bacino del Tevere - Piani stralcio PS1 e PS5
- Autorità dei Bacini Regionali del Lazio - Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.)

 

 

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Data ultimo aggiornamento: 14 agosto 2015