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Alla fine del 2025, in occasione del tradizionale brindisi che ha coinvolto i dipendenti dei Dipartimenti PU e AU, sono stati presentati tre progetti che rappresentano solo in parte lo straordinario impegno profuso per migliorare le condizioni di vita nella nostra città. Tra questi, è stato ritenuto particolarmente significativo raccontare il grande lavoro che l’Edilizia Sociale sta portando avanti per sanare la ferita dei cosiddetti “quartieri interrotti” del II PEEP.
Ce ne parla Marco Tolli, referente per queste attività nello staff dell’Assessore Veloccia.

 

“È un insieme di attività che intendiamo valorizzare perché si collocano in forte discontinuità rispetto al passato e, al tempo stesso, rappresentano qualcosa di inedito rispetto all’ordinaria azione amministrativa degli uffici.

 

Con la delibera di Assestamento di bilancio del 31 luglio 2024, l’Assemblea Capitolina ha recepito e approvato un’importante manovra finanziaria da circa 35 milioni di euro, destinata al completamento delle opere di urbanizzazione nei quartieri realizzati con il secondo Piano di Edilizia Economica e Popolare. Questa generazione di quartieri ha avuto una storia complessa e travagliata, riconducibile principalmente alla cattiva gestione amministrativa dei Piani di Zona e allo squilibrio dei Quadri Tecnico-Economici.

 

Alcune delle difficoltà riscontrate derivano anche da fattori oggettivi. Le densità edilizie particolarmente basse hanno infatti indebolito l’attuazione dei piani, rendendo eccessivamente onerosi i costi di costruzione e dei servizi connessi. A ciò si è aggiunto, negli anni più recenti, il forte incremento dei costi delle materie prime. In generale, gli oneri concessori versati dagli operatori economici si sono rivelati largamente insufficienti rispetto alle somme necessarie per la realizzazione delle opere. Di conseguenza, molti consorzi non sono stati in grado di completare le opere a scomputo previste nei piani attuativi.

 

Questo quadro è stato ulteriormente aggravato da una serie di concause: il rinvenimento di reperti archeologici, l’imposizione di vincoli idrogeologici, il fallimento di imprese e cooperative e, più in generale, le inadempienze degli operatori economici. Tutti questi fattori hanno reso estremamente complesso il completamento dei Piani di Zona, determinando la mancata realizzazione di opere di urbanizzazione essenziali per la piena funzionalità dei quartieri. Il risultato: case senza quartieri.

 

A ciò si è aggiunta la necessità di adeguare i piani incompleti alle nuove normative introdotte successivamente alla definizione dei Quadri Tecnico-Economici originari. Il legislatore ha infatti previsto l’obbligo di realizzare opere non inizialmente contemplate, come ad esempio le vasche di laminazione, rendendo necessario il reperimento di risorse finanziarie aggiuntive, mai previste in origine.

 

In questo contesto, Roma Capitale ha avviato un’intensa attività di riassegnazione dei diritti edificatori, finalizzata all’acquisizione di risorse economiche attraverso l’utilizzo di lotti o comparti rimasti inutilizzati. Parallelamente, sono state vincolate le risorse derivanti dalle affrancazioni per il finanziamento di nuove opere di urbanizzazione, oggi inserite nei piani di investimento comunali.

 

Da un lato, si concretizza finalmente un principio a lungo enunciato ma mai pienamente applicato – “le risorse provenienti dai Piani di Zona restano nei Piani di Zona” – dall’altro si afferma un fatto del tutto inedito: il destino di questi quartieri non è più nelle mani di imprese e cooperative, ma torna sotto la responsabilità diretta della pubblica amministrazione. Prima attraverso il protocollo con la Regione Lazio, che ha consentito la realizzazione di opere nei Piani di Zona non ancora attuati o non originariamente previste per un valore superiore ai 50 milioni di euro, e oggi con lo stanziamento dei primi 35 milioni, Roma Capitale afferma con chiarezza un principio fondamentale: la tutela dei cittadini insediati, vittime di cattiva amministrazione e di una certa inerzia degli operatori privati, è una responsabilità pubblica di cui l’Amministrazione intende farsi carico.

 

Dal nostro insediamento, l’Ufficio dell’Edilizia Sociale ha svolto un lavoro capillare di ricostruzione del quadro dei bisogni di ciascun Piano di Zona, quantificando le risorse necessarie per il completamento dei servizi e definendo le diverse modalità di intervento. Alcune opere sono rientrate nel protocollo Astral; altre restano in capo ai consorzi, grazie a un lavoro mirato all’assegnazione delle volumetrie ancora non attuate; ulteriori interventi saranno quindi realizzati attraverso un Accordo Quadro seguito direttamente dall’Edilizia Sociale.

 

L’importo complessivo della gara, comprensivo delle progettazioni esecutive, dell’esecuzione dei lavori e degli oneri per la sicurezza, ammonta a 132.320.574,02 euro. Gli interventi sono stati individuati sulla base di un attento monitoraggio dello stato di attuazione dei singoli piani, selezionando le opere di urbanizzazione ancora da completare e realizzabili nel periodo di validità dell’Accordo Quadro.

 

La ripartizione dei lotti tiene conto del fabbisogno potenziale di interventi nei diversi Piani Attuativi, distribuiti prevalentemente negli ambiti periferici di Roma Capitale. I lotti sono stati definiti in modo coerente con le esigenze effettivamente riscontrate, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini che abitano nelle periferie e nei nuovi quartieri ancora carenti di servizi e opere di urbanizzazione, favorendo al contempo un maggiore grado di omogeneità e integrazione degli interventi.

 

Ulteriori risorse sono state individuate nell'ultimo bilancio approvato ed entro la fine di questa consiliatura contiamo di aprire decine di cantieri. La scheda redatta dall'ufficio e presentata in occasione dell'evento sintetizza in modo chiaro quali sono gli obiettivi. C'è un forte impulso da parte dell'Assessore e un impegno costante del Direttore Cristiano, delle EQ Crognale, Orlandi e Ambrogi e di tutti i tecnici e amministrativi della direzione edilizia pubblica.”


Obiettivo Piani di zona - presentazione

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