Roma cambia pelle

La Giunta di Roma Capitale ha dato il via libera a una riforma attesa e necessaria: la modifica del Regolamento Edilizio per adeguare le modalità di progettazione e realizzazione degli interventi alle nuove sfide della sostenibilità ambientale, della vivibilità degli spazi e della rigenerazione urbana. Il provvedimento, approvato in Giunta lo scorso 26 marzo, sarà definitivamente approvato in Assemblea Capitolina nelle prossime settimane.
Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di una vera e propria visione per la Roma del futuro in coerenza con gli obiettivi fissati dalla Strategia di Adattamento Climatico e dal Piano Clima approvati nel 2025.
La proposta sostituisce integralmente gli articoli introdotti nel 2007, ormai superati, con un nuovo titolo che mette ordine alla stratificazione normativa degli ultimi anni definendo requisiti e prestazioni minime obbligatorie per tutti gli interventi di maggiore consistenza che riguardano edifici e spazi aperti. Questo nuovo quadro normativo affronta in modo integrato i temi dell’efficienza energetica, dell’uso delle fonti rinnovabili, del risparmio idrico, della gestione delle acque meteoriche, della mobilità sostenibile, della circolarità dei materiali, della gestione dei rifiuti. Introduce inoltre una serie di innovazioni per mitigare il clima urbano e contrastare le isole di calore attraverso l’uso del verde urbano, della permeabilità del suolo, dei sistemi di ombreggiamento, dei materiali e delle pavimentazioni.
Per garantire flessibilità rispetto ai continui aggiornamenti normativi, il regolamento è accompagnato da un allegato tecnico denominato “Linee guida per i requisiti prestazionali degli edifici”. Questo strumento, a servizio dei progettisti e dei tecnici degli uffici capitolini, consente di chiarire gli aspetti più strettamente specialistici e permetterà di aggiornare costantemente i parametri tecnici senza dover modificare l'intero impianto regolatorio.
Il nuovo regolamento non contiene solo prescrizioni ma disciplina anche una serie di incentivi. Gli interventi che superano gli standard minimi — come gli edifici a energia positiva, la realizzazione di tetti verdi o l'uso di impianti geotermici — potranno beneficiare di un incremento della SUL fino al 5% o di una riduzione del contributo di costruzione. Gli incentivi sono graduati nella misura in cui concorrono in modo più sostanziale al perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione, contrasto e mitigazione ai cambiamenti climatici.
L’obiettivo è quello di realizzare interventi che siano in linea con i più aggiornati orientamenti in tema di sostenibilità ambientale, che riducano le emissioni di CO2, che limitino l’uso delle risorse, dell’energia e dell’acqua, che incrementino le dotazioni di verde, alberature e aree permeabili per mitigare il clima e l’inquinamento atmosferico, che favoriscano il ciclo naturale delle acque, che garantiscano la sicurezza degli insediamenti anche durante piogge intense senza sovraccaricare le reti di smaltimento, che facilitino la diffusione di sistemi di mobilità alternativa con la realizzazione di spazi riservati per le auto elettriche e le biciclette.
Se da un lato si chiede che gli interventi edilizi contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica e adattamento a vantaggio di tutta la città, dall’altro lato il regolamento consentirà di immettere sul mercato immobili che non solo hanno un impatto minore sull’ambiente ma che avranno anche costi di gestione più bassi per i cittadini, minori consumi di energia e di acqua, migliore vivibilità degli spazi esterni, maggiore salubrità degli ambienti interni.
La proposta andata in Giunta è il risultato di un intenso lavoro di un gruppo interdipartimentale coordinato dall’Assessorato all’Urbanistica composto da tecnici dei Dipartimenti Programmazione e Attuazione Urbanistica, Ambiente, Ufficio di Scopo Clima, e un percorso di consultazione con categorie e associazioni (Ordini professionali, associazioni dei costruttori, associazioni ambientaliste, enti certificatori, ecc.).
Andrea Giura Longo e Giorgia De Pasquale
15 Roma - La Rustica
La Rustica nasce negli anni ‘20 del 1900 come Borgata Agricola, per iniziativa della Società Anonima Cooperativa “Campi ed Orti Famigliari”, nel quadrante orientale della periferia di Roma. Un territorio ricco di storia, ma povero di servizi e infrastrutture. Il masterplan approvato individua nella riqualificazione di largo Corelli una delle azioni principali da sviluppare per dare forma alla città dei 15 minuti. Ce lo racconta l’architetto Paolo Orsini, dello studio Insula architettura e ingegneria s.r.l.
Open House: alla scoperta dei tesori nascosti

Si rinnova a maggio, con la sua sedicesima edizione, il consueto appuntamento primaverile con Open House Roma, associazione non profit nata nel 2010 con l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’architettura, rendendo il patrimonio nascosto accessibile dal punto di vista culturale, fisico e sensoriale in maniera totalmente gratuita.
Dal 16 al 24 maggio 2026, OHR renderà visitabili circa 220 luoghi con visite guidate e aperture straordinarie: circa 300 eventi tra visite, tour, mostre e laboratori e altre iniziative. Un programma ricchissimo che abbraccia ogni epoca e stile: palazzi storici, edifici contemporanei, spazi culturali innovativi, studi di architettura, aree archeologiche e tanto altro.
Tra le i luoghi scelti per questa edizione c’è l’Agenzia Spaziale Italiana che aprirà al pubblico la sua sede di Via del Politecnico nelle giornate del 23 e del 24 maggio 2026I visitatori saranno accompagnati in un tour guidato che descriverà le peculiarità architettoniche dell’edificio le attività e i progetti spaziali dell’ASI. Sarà inoltre possibile visitare la mostra “Mediterranea. Visioni di un mare antico e complesso”.
Aperto al pubblico anche ill Centro Islamico Culturale d’Italia, che ospita la Grande Moschea di Roma, nei pressi del Parco di Villa Ada. Con i suoi mosaici e le sue decorazioni calligrafiche, con il suo impiego di materiali locali, dal travertino al sampietrino, il complesso del Centro Islamico Culturale d’Italia - Opera di Paolo Portoghesi, Sami Musawi e Vittorio Gigliotti- costituisce un esempio perfetto di sintesi tra arte e architettura islamica e italiana. Un dialogo tra forme artistiche che si fa metafora del dialogo tra fedi e civiltà.
È consigliabile prenotare in anticipo registrandosi al sito https://openhouseroma.org



